Quando vieni invitato ad una serata di gala, soprattutto se non capita da un po, passi gran parte della serata cercando una soluzione per risultare meno impacciato e più a tuo agio. Ecco, l’Inter del Camp Nou ha impiegato 45 minuti per rendersi conto di essere in uno stadio meraviglioso e co- protagonista di uno spettacolo a cui tutti vorrebbero essere invitati. L’abito era un pochino sbagliato ma il sarto in panchina si sa non è di quelli che disegnano alta moda. Presentarsi al Barcellona con questo Miranda e con questo Candreva danno fin quasi motivo al padrone di casa di irretirsi per l’affronto.
Il primo tempo di Barcellona è stato di quelli che fan quasi tenerezza, una squadra gioca a memoria trovando spazi di cui ignoravi l’esistenza fino al giorno prima mentre l’altra abbozza timidamente qualche giocata con scarsi risultati, mettendoci lo stesso coraggio e la stessa convinzione che metterei io nell’affrontare un salto dal ponte senza l’elastico. Se pensiamo a quella partita del girone con la quale Milito e compagni rimediarono lo stesso passivo, ricordiamo che in quella occasione si fece anche peggio, mossi dal timore e dalla convinzione che tanto con quel Barca non c’era nulla da fare, poi sappiamo tutti com’è andata no? Ecco, l’unica cosa che critico ai ragazzi nerazzurri è la mancanza di convinzione e di voglia di osare, di provare a far male ad un avversario fortissimo ma pur sempre formato da esseri umani che in qualche frangente ha comunque dimostrato di poter subire. Le partite come quelle di ieri sera, vanno affrontate con un tasso di cinismo tendente all’infinito perchè se sei fortunato capita una, massimo due occasioni per far male all’avversario e devi esser bravo a sfruttarle come se non ci fosse un domani. L’Inter quel paio di occasioni le ha avute, figlie soprattutto di un secondo tempo giocato molto meglio del primo, ma le ha sfruttate nel peggiore dei modi. Sia chiaro, si può sbagliare, ma quelle due occasioni, assieme a 45 minuti dignitosi lasciano il dolce pensiero che forse si poteva fare qualcosa in più.
Del Barcellona c’è poco altro da dire se non che quando trovano terreno fertile per sviluppare gioco musicano il calcio come pochi e ti fanno digerire la sconfitta come neanche il Brioschi.
Ho detto di Miranda e Candreva, male Perisic (speriamo riesca ad eguagliare almeno le dieci presenza decenti della stagione scorsa) e Lautaro. Di quest’ultimo non mi è affatto piaciuto l’approccio, la scarsa convinzione e la scelta dei tacchetti. Credo abbia passato più tempo sdraiato che in piedi.
Ripartiamo dalle piccole, piccolissime cose buone viste ieri sera, ci vuole coraggio e fiducia in se stessi, coscienti che senza un gioco non si va poi tanto lontano (il Barca senza un gioco avrebbe pagato oltremodo l’assenza di Messi). Speriamo di recuperare in fretta Nainggolan, troppo importante in quella zona del campo e ad una squadra fisica come l’Inter e se a gennaio Rafinha volesse tornare…….
Questa volta non l’ha messa nessuno, ma un bel Forza Inter sempre e comunque ce lo mettiamo noi….Amen!