Ieri sera, arrivando a San Siro, si respirava la nobiltà delle grandi occasioni. Tutti vedtiti a festa, gente sorridente con degli zaini colmi di entusiasmo come nelle migliori serate di gala. A dire la verità sono rimasto spiazzato dalla maglia dei catalani a tal punto che ho dovuto aspettare la prima finta di Coutinho ed il primo movimento senza palla della banda Valverde per rendermi definitivamente conto che di fronte c’erano quei marziani la!
Le partite come quelle di ieri sera fan capire quanta strada ci sia ancora da percorrere tra noi e loro ma regalano anche la convinzione che lavorando seriamente i risultati prima o poi arrivano. Se apriamo però per un attimo l’angolo della delusione (se così la vogliamo chiamare) l’aspetto che mi ha più sorpreso in negativo, e che meno mi sarei aspettato, è stato la totale assenza di mordente per almeno 70 minuti da parte di una squadra che, rispetto al Barcellona, pagava la quasi totale assenza di qualità, ma poteva contare su un fattore campo che, credetemi, era assolutamente da brividi. La mia domanda è: come puoi non aver fame di aggredirli alle caviglie quando ti ritrovi spinto da un pubblico così? Il Barcellona dal vivo fa ancora più paura di quanto faccia dalla televisione, è ciò che stupisce di più sono i movimenti senza palla, sembrano tutti legati tra loro da un filo che li tiene uno a dieci metri dall’altro ma che li fa muovere simultaneamente come neanche fossero marionette. Prima a pressare e poi a gestire aspettando il momento giusto per staccare quell’accelerazione che porta inevitabilmente qualche pericolo per la squadra avversaria. L’Inter è stata brava a tamponare la supremazia blaugrana per 80 minuti, rischiando si di prender gol in diverse occasioni figlie di errori in appoggio o in uscita dall’area cercando improbabili palleggi, ma riuscendo a rimanere a galla in tutti i modi dentro un mare in tempesta. Nonostante non abbia praticamente giocato, sia rimasta con la linea difensiva molto bassa per più di metà gara, nonostante si sia resa conto della notevole differenza qualitativa, l’Inter è sempre rimasta l’Inter, ha sofferto da Inter, ha digerito la supremazia dell’avversario e nel momento in cui sembrava definitivamente spezzata ha saputo raccogliere la spinta di uno stadio pazzesco in una serata pazzesca. La tecnica, gli schemi non contavano più nulla, contava solo riacciuffare un risultato per rimettere il sorriso sulle bocche di quelli che, con lo zaino pieno di entusiasmo, erano arrivati a San Siro. Chi dalla Sicilia, chi dalla Campania, chi dall’Europa e oltre erano arrivati con il sorriso e con il sorriso se ne dovevano tornare a casa. Loro l’han capito, e anche se solo per due minuti due, sono riusciti a mandare in bambola quel fenomeno chiamato Barcellona! Cross di Lautaro, destro di Vecino, piroetta di Mauro e 1-1! Se abbiamo giocato male non mi importa, stamane mi sono svegliato più interista che mai….🖤💙the champioooonssss! Amen7